Batterie delle auto elettriche usate: quanto durano davvero?

Scopri i risultati degli studi, cosa indica il SoH e quali controlli fare prima dell’acquisto.

Quando si valuta l’acquisto di un’auto elettrica usata, la batteria è quasi sempre la principale fonte di preoccupazione per automobilisti e Fleet Manager. Quanto durerà? Avrà perso molta autonomia? Potrebbe richiedere una costosa sostituzione straordinaria?
I dati scientifici e statistici più recenti offrono un quadro decisamente rassicurante: la stragrande maggioranza dei pacchi batteria conserva una buona capacità di accumulo anche dopo diversi anni di utilizzo quotidiano. Tuttavia, una ridotta percentuale di veicoli può nascondere anomalie invisibili che richiedono un controllo diagnostico specifico prima dell’acquisto.

Cosa emerge dallo studio Generational

La società britannica Generational ha condotto un’analisi approfondita su circa 10.000 test effettuati sui pacchi batteria di auto elettriche usate presso centinaia di concessionari nel Regno Unito.

Nella maggior parte dei casi analizzati, le celle funzionavano in modo perfettamente bilanciato. La differenza mediana di tensione tra la cella più carica e quella meno carica è risultata di appena 8 millivolt (mV), un valore praticamente impercettibile.

L’analisi ha tuttavia evidenziato alcune eccezioni importanti:

  • Uno squilibrio superiore a 50 mV in circa 1 test su 85;
  • Uno squilibrio critico superiore a 100 mV in circa 1 test su 200.

Secondo gli esperti di Generational, valori di questo tipo non indicano automaticamente una batteria irrimediabilmente compromessa da sostituire in toto. Rappresentano piuttosto un campanello d’allarme da approfondire attraverso un bilanciamento guidato o una verifica tecnica di officina.

Perché lo squilibrio tra le celle è fondamentale?

La batteria di trazione di un’auto elettrica non è un monolite, ma è composta da centinaia di singole celle che devono lavorare in perfetta sinergia. Quando una sola cella si carica o si scarica in modo disallineato rispetto alle altre, il Battery Management System (BMS) interviene per proteggere il sistema, tagliando le prestazioni dell’intero pacco.

Una cella più debole o sbilanciata finisce per condizionare:

  • l’autonomia massima disponibile;
  • la velocità e la regolarità delle ricariche (specialmente in corrente continua DC);
  • l’accuratezza della percentuale di carica residua indicata;
  • le prestazioni complessive del veicolo;
  • il valore reale dell’auto sul mercato dell’usato.

Questo tipo di anomalia spesso non accende alcuna spia d’errore sul quadro strumenti. Di conseguenza, una semplice prova su strada non è sufficiente per rilevarla. Inoltre, poiché la tensione varia in base allo stato di carica e all’utilizzo recente, il dato deve essere interpretato da un tecnico specializzato.

Il SoH (State of Health) da solo non racconta tutto

Uno dei parametri più utilizzati nel mercato dell’usato è lo State of Health (SoH), espresso in percentuale. Questo valore indica quanta capacità di accumulo rimane rispetto a quella nominale di fabbrica. Per esempio, un pacco da 60 kWh con un SoH del 90% conserva una capacità reale stimata di circa 54 kWh.

Lo studio Generational, basato su oltre 8.000 valutazioni sul campo, ha registrato un SoH medio del 95,15%, confermando che l’hardware delle auto elettriche usate mantiene un ottimo stato di salute nel tempo.

Tuttavia, il solo valore percentuale del SoH non rileva l’eventuale malfunzionamento di una singola cella. Per avere una diagnosi affidabile, è indispensabile affiancare al SoH complessivo l’analisi del bilanciamento interno delle tensioni.

Quanto si degradano le batterie nel tempo?

La degradazione è un processo fisico naturale. Un’ampia ricerca condotta da Geotab su circa 5.000 veicoli elettrici e oltre 1,5 milioni di giorni di utilizzo telematico ha stimato una degradazione media dell’1,8% all’anno, con i modelli più efficienti che limitano la perdita all’1% annuo.

La durata effettiva è influenzata da molteplici fattori:

  • la chimica delle celle (LFP, NMC, ecc.);
  • l’efficienza del sistema di gestione termica (raffreddamento a liquido vs aria);
  • le temperature ambientali di esercizio;
  • le abitudini di ricarica (uso frequente di colonnine ultra-fast DC vs ricarica lenta AC);
  • lo stazionamento prolungato a livelli di carica estremi (0% o 100%).

Come sottolineato da Alessandro Angeletti, CEO di Consecution:
“La trasparenza sullo stato di salute delle batterie è la chiave di volta per lo sviluppo del mercato delle auto elettriche usate e per la tenuta dei valori residui. Strumenti diagnostici indipendenti e certificazioni chiare permettono a chi acquista e a chi gestisce flotte in noleggio di valutare il valore reale del mezzo, trasformando il timore del degrado in una scelta d’acquisto consapevole e garantita.”

Checklist: cosa controllare prima di acquistare un’elettrica usata

Prima di acquistare o inserire in flotta un veicolo elettrico usato, è bene richiedere una diagnosi dello stato della batteria che riporti:

  1. capacità residua misurata e percentuale SoH;
  2. grado di bilanciamento tra le singole celle;
  3. storico di eventuali codici errore registrati dal BMS;
  4. autonomia stimata in condizioni di guida reali;
  5. storico delle manutenzioni e degli aggiornamenti software;
  6. garanzia residua del costruttore (solitamente 8 anni o 160.000 km);
  7. modularità del pacco: verificare se il costruttore consente la riparazione con la sostituzione di singoli moduli o se impone il cambio dell’intero pacco batteria.

Trasparenza per un mercato consapevole

Gli studi del settore confermano che il degrado precoce o catastrofico rappresenta un’eccezione e non la regola. La maggior parte dei veicoli in circolazione mantiene un’eccellente efficienza nel tempo. Esiste tuttavia una minoranza di mezzi con anomalie invisibili che solo una diagnosi approfondita può far emergere. Il certificato dello stato della batteria si conferma così l’elemento centrale per garantire transazioni sicure, proteggere il valore del veicolo e dare piena fiducia al mercato della mobilità elettrica.

 

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