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Denti di drago sulle strade: la segnaletica che fa rallentare senza dossi
Denti di drago sulle strade: scopri come funzionano i triangoli sull’asfalto, perché fanno rallentare e cosa cambia per la sicurezza stradale.
La sicurezza stradale passa anche attraverso piccoli accorgimenti nel modo in cui percepiamo l’ambiente di guida. Non servono sempre nuovi semafori, barriere fisiche o dispositivi elettronici di rilevamento per incoraggiare un’andatura più prudente: in diversi contesti possono bastare marcature sull’asfalto progettate secondo i principi della psicologia visiva.
È la logica alla base dei cosiddetti “denti di drago” (dientes de dragón), una forma innovativa di segnaletica orizzontale già adottata in diversi Paesi europei per richiamare l’attenzione dei conducenti e favorire la riduzione della velocità. Questa soluzione si inserisce nelle strategie di traffic calming (moderazione del traffico), pensate per rendere la circolazione più sicura nei punti critici della rete viaria senza installare ostacoli fisici.
Cosa sono i denti di drago e come si riconoscono
I denti di drago sono marcature stradali formate da una sequenza di triangoli dipinti lungo i margini interni della corsia di marcia. Il nome deriva dalla forma appuntita dei simboli, rivolti con il vertice verso l’interno della carreggiata, che ricordano l’arcata dentale di una fiera.
La caratteristica distintiva risiede nella loro disposizione geometrica: le dimensioni dei triangoli o la loro frequenza aumentano man mano che il veicolo si avvicina a un punto sensibile (come un attraversamento pedonale, un incrocio o un centro abitato). L’illusione ottica genera una sensazione di restringimento della corsia, spingendo inconsciamente il conducente ad alzare il piede dall’acceleratore. A differenza dei dossi artificiali o delle bande sonore, i denti di drago agiscono esclusivamente sull’impatto visivo, senza sollecitare le sospensioni del veicolo.
Il principio psicologico: il restringimento ottico
Quando si trova al volante, il guidatore adatta costantemente la velocità alla percezione dello spazio circostante. Una carreggiata ampia e priva di elementi visivi laterali invoglia a correre, mentre una strada percepita come stretta o affollata induce a prestare maggiore attenzione.
I denti di drago sfruttano proprio questa reazione automatica. La sequenza progressiva di triangoli rompe la continuità della linea di margine e altera la prospettiva della strada. Questo sistema di nudging (spinta gentile) risulta particolarmente utile nei punti di transizione, come il passaggio dalle tratte extraurbane ad alto scorrimento ai centri abitati, dove è necessario ridurre la velocità in tempi brevi per tutelare pedoni e ciclisti.
L’esperienza in Spagna: dalla sperimentazione alla norma
L’esempio di applicazione più avanzato arriva dalla Spagna. Nel 2021 la Dirección General de Tráfico (DGT) ha avviato un progetto pilota sulla strada statale N-122, nel comune di Nava de Roa (provincia di Burgos).
I risultati positivi della sperimentazione hanno portato a un passaggio fondamentale: l’inserimento ufficiale dei denti di drago nel catalogo della segnaletica stradale spagnola con la classificazione M-8.1. La norma ne prevede l’installazione all’ingresso dei centri urbani per segnalare l’imminente necessità di moderare la velocità e prestare massima attenzione agli utenti vulnerabili.
Funzionano davvero? I dati sull’efficacia
Secondo le rilevazioni pubblicate dalla DGT spagnola, l’introduzione dei denti di drago è stata associata a una riduzione degli incidenti fino al 25% nei tratti stradali monitorati.
Gli esperti sottolineano tuttavia che il dato va interpretato all’interno di un contesto integrato: l’efficacia reale dipende dalla visibilità delle marcature, dallo stato di manutenzione dell’asfalto, dalla velocità di approccio al tratto e dalla combinazione con altra segnaletica. Il vantaggio primario risiede nella capacità di catturare l’attenzione del guidatore e aumentarne la reattività senza generare usura o impatti sui veicoli.
Arriveranno anche sulle strade italiane?
In Italia i denti di drago non sono ancora tipizzati all’interno del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992) né nel relativo Regolamento di Esecuzione. La normativa italiana fissa standard precisi per forme, colori e dimensioni delle strisce stradali; pertanto, l’eventuale sperimentazione o introduzione di questa segnaletica richiederebbe un’autorizzazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Tuttavia, l’attenzione crescente verso la sicurezza stradale, i piani per la mobilità sostenibile e le politiche “Zona 30” nei centri urbani rendono le soluzioni di segnaletica percettiva un tema d’interesse anche per le amministrazioni locali e i gestori delle infrastrutture italiane.
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