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Codice della Strada 2026: nuove multe per chi si distrae alla guida?
Codice della Strada 2026: cosa rischia chi si distrae al volante? Le multe per smartphone, le regole sugli schermi e le novità in discussione.
Basta uno sguardo veloce allo smartphone, una notifica sullo smartwatch o qualche secondo di troppo trascorso a cercare una funzione sul touch screen dell’auto per perdere la cognizione visiva della strada. La distrazione alla guida rappresenta una delle principali criticità per la sicurezza stradale e il Codice della Strada italiano prevede già sanzioni rigorose per l’uso improprio dei dispositivi elettronici durante la marcia.
Nel 2026 il tema torna al centro del dibattito normativo, con nuove proposte che puntano ad ampliare la responsabilità della condotta dal singolo dispositivo all’atteggiamento complessivo del conducente.
Distrazione alla guida: le proposte di riforma per il 2026
Nell’ambito dell’iter di revisione del Codice della Strada è al vaglio l’introduzione di una sanzione autonoma dedicata alla distrazione generale al volante. La proposta prevede una multa di 150 euro e la decurtazione di 5 punti dalla patente.
La novità consisterebbe nella possibilità per gli organi di Polizia di sanzionare comportamenti di guida manifestamente disattenti, a prescindere dal fatto che l’utente stia impugnando fisicamente uno smartphone. Va sottolineato che questa specifica fattispecie sanzionatoria non è ancora entrata in vigore.
Tuttavia, anche a legislazione attuale, il guidatore ha l’obbligo di mantenere il pieno controllo del mezzo. L’articolo 141 del Codice della Strada punisce infatti l’andamento indeciso o la mancata conservazione della padronanza del veicolo in relazione alle condizioni del traffico e della strada.
Smartphone alla guida: il quadro delle multe attuali
L’uso del cellulare al volante è disciplinato dall’articolo 173 del Codice della Strada, come modificato e inasprito dalla Legge 177 del 2024. La norma vieta la manipolazione e l’impiego durante la marcia di smartphone, tablet, notebook e dispositivi analoghi che comportino l’allontanamento, anche solo temporaneo, delle mani dal volante.
Per chi viola l’articolo 173, il quadro sanzionatorio è severo:
- Prima infrazione: sanzione amministrativa da 250 a 1.000 euro e sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi;
- Recidiva nel biennio: sanzione da 350 a 1.400 euro, sospensione della patente da 1 a 3 mesi e decurtazione fino a 10 punti;
- Sospensione breve: applicazione automatica del blocco temporaneo della patente se il conducente possiede meno di 20 punti residui.
Touch screen e infotainment: il confine tra tecnologia e rischio
I cockpit delle automobili moderne sono sempre più dominati da schermi digitali di grandi dimensioni e comandi touch. Sebbene questi sistemi offrano connettività e navigazione avanzate, costringono il conducente a distogliere lo sguardo dalla carreggiata per navigare tra i sottomenù.
Proprio l’interazione con i sistemi di infotainment rappresenta uno dei punti più complessi delle nuove proposte legislative. Se da un lato è difficile distinguere le regolazioni necessarie al veicolo (come la climatizzazione) da quelle superflue, dall’altro resta fermo il principio per cui qualsiasi operazione che pregiudichi la reattività del guidatore costituisce una violazione delle regole base di sicurezza.
Video sul display dell’auto e uso delle cuffie
Un altro capitolo riguarda la visione di contenuti multimediali in movimento. La maggior parte dei costruttori applica un blocco software per impedire la riproduzione di video destinati all’intrattenimento mentre il veicolo è in marcia. Tra le ipotesi di modifica al Codice si valuta l’introduzione di una sanzione specifica per chi applica modding o sblocchi artificiali al sistema di bordo: si ipotizza una multa di 250 euro e il taglio di 5 punti.
Per quanto riguarda i dispositivi audio portatili:
- È vietato l’uso di cuffie sonore o auricolari su entrambe le orecchie che isolino il guidatore dai rumori ambientali;
- È consentito l’uso del vivavoce o di un singolo auricolare, a condizione che il conducente conservi l’adeguata capacità uditiva da entrambe le orecchie e non debba utilizzare le mani per la gestione delle chiamate.
Come evidenziato da Alessandro Angeletti, CEO di Consecution: “I dati sulla sicurezza stradale e l’inasprimento dei controlli impongono alle aziende un cambio di passo nella gestione della flotta. La distrazione non rappresenta solo un rischio per l’incolumità fisica del driver, ma genera impatti diretti sulle responsabilità del datore di lavoro, sul fermo macchina e sui costi assicurativi. Integrare la Car Policy aziendale con linee guida chiare sull’uso delle tecnologie di bordo e promuovere la formazione alla guida sicura sono oggi passaggi imprescindibili per ogni Fleet Manager.”
I dati ACI-ISTAT sull’incidentalità
L’attenzione delle istituzioni trova riscontro nei dati ufficiali. Il report ACI-ISTAT pubblicato a luglio 2026 (relativo all’anno 2025) registra in Italia 177.207 incidenti stradali con lesioni a persone, che hanno causato 2.868 vittime e 237.822 feriti.
Sulle arterie extraurbane, la guida distratta o l’andamento indeciso si confermano la prima causa di incidente, incidendo per il 21,3% sul totale dei sinistri rilevati. Una percentuale che dimostra come la prevenzione, insieme alla consapevolezza dei rischi e alla compliance aziendale, sia la vera priorità per la mobilità di oggi.
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