Nuovo Codice della Strada: camion dai 17 ai 70 anni, cosa cambia per autisti e imprese

Nuovo Codice della Strada: guida dei camion dai 17 ai 70 anni? Scopri novità, requisiti e impatto sul settore dell’autotrasporto.

Il comparto dell’autotrasporto e della logistica pesante si prepara a una profonda riorganizzazione delle proprie regole d’accesso e permanenza al volante. La riforma del Codice della Strada punta a estendere fino a 70 anni l’età massima per la guida professionale dei mezzi pesanti, mentre a livello comunitario le nuove direttive aprono alla guida accompagnata dei camion già a partire dai 17 anni. 

Due interventi normativi convergenti che mirano a rispondere a una delle criticità più urgenti per la supply chain: la strutturale carenza di autisti professionisti, aggravata dal progressivo invecchiamento della forza lavoro e dalla necessità di assicurare continuità alle attività di trasporto merci. 

La revisione nazionale del Codice della Strada, approvata dal Consiglio dei Ministri il 13 ottobre 2026 e ora attesa ai successivi passaggi parlamentari, propone di innalzare da 68 a 70 anni il limite anagrafico per il trasporto merci e persone. In parallelo, la Direttiva europea (UE) 2025/2205 delinea un percorso di accesso anticipato a determinate categorie di mezzi pesanti fin dai 17 anni d’età, all’interno di stringenti criteri di sicurezza. 

Camion fino a 70 anni: le novità del Codice della Strada

La proposta governativa interviene direttamente sull’estensione dell’età massima per l’esercizio dell’attività di autotrasporto. Il nuovo limite fissato a 70 anni (rispetto alla soglia attuale di 68 anni) coinvolge i titolari delle patenti superiori di categoria:

  • Trasporto merci: patenti C1, C1E, C e CE;
  • Trasporto persone: patenti D1, D1E, D e DE.

L’innalzamento della soglia non si traduce in un rinnovo automatico: per tutelare la sicurezza della circolazione, la proroga resta vincolata al superamento di rigorose verifiche dell’idoneità psicofisica, che prevedono visite mediche specialistiche con cadenza biennale per i conducenti senior.

Controlli medici e sicurezza alla guida

L’innalzamento dell’età non si tradurrebbe in un rinnovo automatico: per valorizzare l’esperienza dei professionisti garantendo al contempo elevati standard di sicurezza stradale, la riforma prevede verifiche biennali dell’idoneità psicofisica per tutte le fasce anagrafiche interessate.

Patente camion a 17 anni: le condizioni della Direttiva (UE) 2025/2205

Sul fronte dell’ingresso nel settore, la Direttiva (UE) 2025/2205 attribuisce agli Stati membri la facoltà di autorizzare la guida accompagnata di specifici veicoli pesanti già dal compimento dei 17 anni.
Questo non significa che un diciassettenne possa operare immediatamente in piena autonomia come autotrasportatore. Il sistema fissa condizioni rigorose:

  • Possesso dei requisiti formativi e delle qualificazioni professionali richieste (CQC);
  • Presenza obbligatoria a bordo di un accompagnatore qualificato;
  • Rispetto delle disposizioni generali di sicurezza;
  • Applicazione delle normative nazionali di recepimento.

In Italia la guida professionale dei mezzi pesanti a 17 anni non è ancora operativa a livello generale: saranno necessari ulteriori passaggi legislativi per definirne i criteri attuativi.

Un ingresso graduale nel settore dei trasporti

L’accesso anticipato favorirebbe un avvicinamento precoce delle nuove generazioni all’autotrasporto, creando un collegamento diretto tra la formazione professionale e l’ingresso in azienda. L’affiancamento sul campo a colleghi esperti permetterebbe inoltre di trasmettere competenze pratiche consolidate e rafforzare la cultura della sicurezza stradale fin dai primi chilometri.

Carenza di autisti: i dati IRU sul comparto logistico

La necessità di ampliare il bacino dei conducenti trova conferma nei dati dell’International Road Transport Union (IRU): nel corso del 2025 in Europa si contavano circa 502.000 posizioni scoperte per autisti di camion. A questo si aggiunge il fattore demografico: secondo le stime, circa 660.500 conducenti europei raggiungeranno l’età pensionabile entro il 2030.

Questa carenza strutturale rischia di tradursi in ritardi nelle consegne, inefficienze organizzative e rincari nei costi operativi per le imprese.

Opportunità per le aziende di autotrasporto

L’evoluzione del quadro normativo apre a tre importanti leve organizzative per il settore:

  1. Valorizzazione dell’esperienza: consentire ai conducenti idonei di restare in servizio fino a 70 anni aiuta le imprese a preservare competenze e professionalità consolidate nel tempo;
  2. Staffetta generazionale: i percorsi formativi anticipati permettono di strutturare programmi di inserimento graduale, affiancamento e crescita;
  3. Pianificazione delle risorse: una finestra anagrafica più ampia rende più elastica la gestione del turnover, tutelando la continuità operativa dei servizi di trasporto.

In ogni scenario, l’investimento continuo nella formazione, nell’aggiornamento professionale e nell’adozione di flotte dotate di avanzati sistemi di sicurezza rimarrà la condizione chiave per competere sul mercato.

 

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