Codice della Strada 2026: la nuova tabella delle sanzioni

Nuova tabella MIT: 795 sanzioni riviste, aumenti mirati per le condotte più pericolose e una riduzione complessiva degli importi.

Il sistema delle multe previsto dal Codice della Strada potrebbe cambiare profondamente nei prossimi mesi. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha infatti trasmesso agli operatori e alle associazioni di settore una nuova versione della tabella delle sanzioni, attualmente al centro della consultazione per la revisione del Codice della Strada.

Il primo dato può sembrare sorprendente: non si tratta di un aumento generalizzato delle multe. La proposta prende infatti in considerazione 795 fattispecie sanzionatorie e soltanto 66 (pari a circa l’8%) prevedono un incremento, mentre per le altre il Ministero indica una riduzione degli importi. Nel complesso, secondo le stime del MIT, l’impatto sanzionatorio diminuirebbe di circa il 7% rispetto alla situazione attuale.
Gli aumenti vengono concentrati soprattutto sulle condotte considerate maggiormente pericolose per la sicurezza stradale, mentre vengono introdotte anche nuove sanzioni per comportamenti che oggi non dispongono di una disciplina sufficientemente specifica.

Quali multe potrebbero aumentare

La nuova tabella delle sanzioni è ancora una proposta in fase di consultazione, ma tra gli esempi comunicati dal Ministero spicca innanzitutto la circolazione senza la copertura assicurativa obbligatoria:

  • Circolazione senza assicurazione RC Auto: la sanzione passerebbe da 866 euro a 1.000 euro, con un aumento di 134 euro (pari a circa il 15,5%).
  • Monopattini che intralciano i pedoni: la sanzione attuale di 40 euro potrebbe arrivare fino a 160 euro, con un incremento massimo di 120 euro (+300%).
  • Veicoli a due o tre ruote sul marciapiede: l’importo potrebbe passare da 40 euro fino a 160 euro, con un aumento massimo di 120 euro (+300%).

La logica dichiarata dal MIT è quella di rendere le sanzioni più proporzionate alla pericolosità effettiva dei comportamenti. Particolarmente significativo è l’aumento previsto per la mancata assicurazione; allo stesso modo, anche alcune manovre potenzialmente pericolose — come immissione, retromarcia e inversione effettuate senza rispettare le regole di precedenza — vedrebbero quasi raddoppiare la sanzione, passando da 42 a 80 euro.

Arrivano anche 85 nuove fattispecie sanzionatorie

La revisione non riguarda soltanto gli importi. Il Ministero ha previsto infatti 85 nuove fattispecie sanzionatorie (pari a circa l’11% del totale esaminato), nate anche dalle segnalazioni della Polizia Locale.

L’obiettivo è eliminare alcune “zone grigie” del Codice della Strada, disciplinando con maggiore precisione comportamenti che oggi possono generare dubbi interpretativi o applicativi. Tra i casi citati dal MIT figurano l’utilizzo dei monopattini in modo da ostacolare i pedoni e la circolazione sui marciapiedi con veicoli a due o tre ruote: in entrambi i casi la finalità dichiarata è soprattutto quella di aumentare la tutela degli utenti vulnerabili della strada.

Non è ancora una nuova tabella delle multe in vigore

Un aspetto è fondamentale: i nuovi importi non sono ancora operativi. La tabella trasmessa dal Ministero fa parte del processo di consultazione sulla revisione del Codice della Strada. Associazioni, operatori ed enti coinvolti potranno presentare osservazioni e proposte di modifica fino al 13 settembre 2026. Fino alla conclusione dell’iter legislativo continuano quindi ad applicarsi le norme e gli importi attualmente vigenti.

Per automobilisti, aziende e Fleet Manager sarà quindi importante distinguere le anticipazioni relative alla riforma dalle disposizioni già effettivamente applicabili.

Multe e inflazione: verso lo stop agli aumenti automatici?

La revisione affronta inoltre un altro tema particolarmente importante: il meccanismo di aggiornamento delle multe legato all’inflazione. L’articolo 195 del Codice della Strada prevede un aggiornamento periodico degli importi sulla base della variazione dell’indice dei prezzi al consumo rilevata dall’ISTAT. Questo meccanismo è stato però sospeso per gli anni dal 2023 al 2026.

A legislazione vigente, sarebbe previsto entro il 1° dicembre 2026 un decreto per l’aggiornamento delle sanzioni applicabili dal 1° gennaio 2027, calcolato sull’andamento inflattivo del biennio 2025-2026. La proposta di riforma del MIT punta invece a superare l’aumento automatico delle multe collegato all’inflazione, privilegiando una revisione degli importi legata alla gravità e alla pericolosità delle singole infrazioni.

Si tratta di un passaggio particolarmente significativo: anziché far crescere indistintamente gli importi ogni due anni, il sistema potrebbe diventare più selettivo, aumentando le sanzioni per i comportamenti considerati più rischiosi e riducendole in altre situazioni.

Digitalizzazione e gestione delle multe diventano sempre più strategiche

La revisione delle sanzioni si inserisce in un processo più ampio di trasformazione della gestione delle infrazioni stradali. Negli ultimi mesi è stato infatti attivato anche il Portale Sanzioni Amministrative della Polizia Stradale, attraverso il quale è possibile gestire digitalmente alcune operazioni legate ai verbali: dai pagamenti tramite PagoPA alla comunicazione dei dati del conducente, fino alla richiesta della documentazione fotografica associata agli accertamenti automatici.

Per le aziende questo significa muoversi verso una gestione delle sanzioni sempre più digitale, tracciabile e integrata con i processi di Fleet Management.

Una riforma da monitorare nei prossimi mesi

La nuova tabella proposta dal Ministero introduce un cambio di impostazione: non semplicemente multe più alte, ma un sistema che punta a differenziare maggiormente gli importi in base alla gravità delle condotte. Con 795 fattispecie riviste, 66 aumenti e 85 nuove casistiche, il quadro potrebbe quindi cambiare sensibilmente per automobilisti e aziende.

Per il momento, però, la parola chiave resta una: monitoraggio. La consultazione è ancora aperta e gli importi potranno essere modificati nel corso dell’iter legislativo. Per chi gestisce una flotta aziendale, seguire l’evoluzione normativa e adeguare tempestivamente procedure, Car Policy e comunicazione ai driver diventa quindi un elemento essenziale per mantenere sotto controllo costi e compliance.

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